Originale o contraffatta? Come riconoscere una borsa Gucci autentica da un’imitazione

I tratti distintivi di una borsa Gucci autentica e dove acquistarne una di seconda mano

Come riconoscere una borsa Gucci autentica da un’imitazione
Come riconoscere una borsa Gucci autentica da un’imitazione
INDICE
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    Dal vu’ cumprà all’intelligenza artificiale

    Una volta era più semplice. Se compravi una borsa “firmata” dall’ambulante in spiaggia o su qualche bancarella, era un falso e basta. Per la Gucci vera c’era solo la boutique.

    Oggi la tecnologia ci offre molte più possibilità ma anche più pericoli. La mela rossa della tentazione: quella Dionysus scontata al 60% che ti strizza l’occhiolino da un portale internet con un indirizzo strano… originale o patacca? Sembra proprio vera, ma come fai a saperlo per certo?

    Oggi grazie a Internet puoi trovare un usato di qualità sul mercato mondiale in pochi minuti. Il fenomeno del “resale” dei brand del lusso è letteralmente esploso negli ultimi cinque anni. È diventato trendy.

    Ne parla la stampa economica e finanziaria, dal Sole 24 Ore (Le previsioni di Vestiaire Collective: ecco i marchi nei quali investire nel 2020) a Milano Finanza (Gucci brilla nel mercato del reselling). L’usato griffato si compra alla luce del sole, non di nascosto vergognandosi di non potersi permettere il nuovo.

    Anche i contraffatori però diventano sempre più abili. Hanno imparato pure loro ad usare la tecnologia. Distinguere una borsa Gucci originale da un’imitazione di alto livello diventa ogni giorno più difficile.

    Un falso di produzione cinese in vendita su internet
    Un falso di produzione cinese in vendita su internet

    Seguici allora in un viaggio nel Nuovo Mondo del lusso online accessibile ai comuni mortali. Fra nuove tecnologie ed antiche truffe.

    1. Esiste l’ “usato sicuro” al 100% nel mondo Gucci?

    Chi controlla il controllore?

    I soggetti che offrono servizi di autenticazione e certificazione di borse griffate su internet oggi sono molto numerosi . Dai grandi marketplace internazionali, passando per alcuni negozi storici del lusso italiano, fino a piccole boutiques di alta qualità e startup di belle speranze. Chi si basa su valutatori con anni di esperienza, chi sulla tecnologia.

    Purtroppo manca sempre la prova del nove per questi servizi, ovvero una parola finale da parte della casa madre.

    Guci luxury purses in a store in Paris
    © agcreativelab – stock.adobe.com

    Le griffes del lusso non amano l’usato

    I brand dell’alta moda non hanno alcuna simpatia per il business dell’usato e tipicamente non riconoscono alcuna autenticazione certificata da esperti esterni. Solo una fra gli stilisti famosi (Stella McCartney), ha stipulato un accordo ufficiale con un marketplace online che vende i suoi prodotti di seconda mano.

    La Maison Gucci invece non ricompra borse da nessuno nè vende prodotti di seconda mano. Non si sogna nemmeno di fornire alcuna opinione, o tantomeno certificazioni, su un usato.

    Il servizio riparazione può farti scoprire un falso

    L’unica reazione ufficiale che potresti ottenere, è un rifiuto se chiedi una riparazione di una borsa contraffatta che credevi autentica. Il servizio di assistenza post-vendita è riservato a prodotti acquistati sul sito ufficiale https://www.gucci.com, in una boutique Gucci o presso un rivenditore autorizzato.

    Una borsa originale Gucci può esser stata venduta, la prima volta, solo da uno di questi tre canali. Indipendentemente da quante volte sia passata di mano in seguito. Se una boutique Gucci ti rifiuta l’assistenza perché  ha riscontrato che il prodotto non è autentico, il tuo dubbio è risolto. Purtroppo, nel modo peggiore.

    Vendita online: i siti da evitare assolutamente

    I siti e gli account di social network che vendono borse “Gucci” per poche decine di euro sono i meno pericolosi. Perché  possono imbrogliare solo i clienti più sprovveduti. Sono oggetti talmente brutti da essere decisamente imbarazzanti.

    Molto più rischiosi sono i “superfakes”. Questa è la definizione con la quale ormai vengono definiti i “falsi di lusso”, cioè quelli fatti molto, molto bene. Che sono poi il mal di testa vero perché  diventa sempre più difficile distinguerli dai prodotti autentici.

    Materiali di alta qualità, lavoro eseguito alla perfezione, capacità di contraffare anche numeri di serie, schede di controllo, custodia antipolvere: i produttori di superfakes sono diventati bravissimi.

    "Acquistiamo borse griffate autentiche dalle loro boutiques originali in modo che la nostra fabbrica possa riprodurre una loro immagine perfettamente identica. Non potrebbe essere migliore di così, meglio di così c'è solo il prodotto originale. Le nostre "replica" (*) hanno lo stesso aspetto, peso, odore, sensazione al tatto delle borse originali, al punto che passano tranquillamente i test di autenticità ."

     

    Queste affermazioni vengono da un sito di contraffatori di borse di lusso molto eloquenti e molto convinti della loro "mission". Che sarebbe permettere alle clienti di godere di tutte le gioie di vanità e status sociale del possedere una Gucci, ma pagandola l'ottanta per cento in meno.

     

    Il sito è completamente illegale, quindi non ne riportiamo nè il nome nè il link. Indirizzo e nome dell'azienda comunque non potremmo citarli, perché il falsario si guarda bene dal pubblicare la sua identità. La fabbrica è in Cina, questo lo sappiamo da un commento di un acquirente che di là ha ricevuto il suo pacco.

     

    "Replica" è una parola più elegante per definire la stessa cosa che viene chiamata anche "fake": un falso. A differenza del "knock-off" che è un'imitazione, ma non pretende di imbrogliare l'acquirente falsificando un marchio.

     

    Usare un marchio Gucci falso non significa "prendere l'ispirazione" dal design della Maison, come sostiene questo disinvolto rivenditore anonimo. Significa commettere deliberatamente un illecito penale.

     

     

    Superfake box bag

     

    Dalle immagini del loro catalogo si vede chiaramente che il nostro eroe è ben consapevole di quello che fa. Compresa la truffa doganale, descritta minuziosamente nella pagina FAQ.

     

    Le borse vengono spedite come regali oppure oggetti di scarso valore, per dribblare controlli e dazi. Se il cliente vuole una scatola con il logo Gucci, questa viene spedita e fatta pagare a parte proprio per imbrogliare la dogana.

     

    "Tutti i nostri prodotti replica hanno il numero di serie stampato all'interno, se imitano un prodotto autentico che ha un numero di serie. Sono spediti con la custodia antipolvere, la card di controllo e la documentazione".

     

    Pessime notizie: i produttori di superfakes ormai sanno falsificare tutto. Fino a pochi anni fa era relativamente semplice notare l'assenza di questi dettagli, o almeno gli errori grossolani commessi dagli imbroglioni che cercavano di riprodurli. Ma siamo ormai ben lontani dalla patacca da quattro soldi venduta sulle bancarelle.

     

    Quanti acquirenti di queste "replica" riescono poi a rivenderle aggirando anche i test di autenticità? E come difendersi?

    Anche i loro siti Internet possono avere un look sofisticato. Ma ci sono alcuni dettagli che li tradiscono. Assicurati di controllare prima di tutto questi elementi:

    • Chi siamo (About us). Descrizioni fumose, senza una storia precisa dell’azienda nè nomi e cognomi dei responsabili: ecco il primo campanello d’allarme.
    • Contatti (Contact us). Se non c’è un indirizzo fisico, con una denominazione ufficiale di una ditta registrata, siamo in zona pericolo. Un sito truffaldino avrà tipicamente un formulario online per raccogliere i tuoi dati, forse un indirizzo email, ma niente nome della via o numero di telefono della sede.
    • Metodi di pagamento: non tracciabili. Siti che chiedono di pagare con Western Union sono decisamente sospetti. Alcuni possono accettare PayPal o carte di debito/credito solo se non sono ancora stati scoperti e denunciati.
    • Non viene rilasciata una regolare fattura. Ovvio: se il soggetto nasconde la sua identità, non produrrà documentazione regolare.

    La raccomandazione: gira al largo da venditori che non siano chiaramente identificabili.

    Quando il superfake inquina il mercato

    Qual è la situazione peggiore in assoluto?

    Quella in cui un superfake proveniente da un venditore del tipo di quelli sopra descritti arriva sul mercato dell’usato. Può essere stato acquistato in buonafede da un’acquirente inesperta. Oppure in malafede da chi compra queste imitazioni a prezzi molto inferiori e le rivende come Gucci usate, ma originali.

    La differenza di prezzo consente di realizzare grossi guadagni da queste truffe. Non parliamo più di poche decine di euro, ma di diverse centinaia.

    Quanto può costare una Gucci usata ma autentica?

    Uno sconto realistico per una Gucci usata originale può andare dal 10 al 30 per cento rispetto al prezzo del nuovo. Raramente di più, se parliamo dei modelli di fascia alta e di una borsa in buone condizioni. Quindi si tratta di spendere comunque almeno 700-800 Euro, spesso e volentieri anche oltre ai mille. Per borse come le Marmont, le Dionysus, le Sylvie, per esempio.

    Speravi di meno? Siamo realistici, parliamo di oggetti di lusso. E Gucci al momento è il numero uno nel mondo.

    Borse con maggiori segni di usura, modelli meno di successo o materiali meno pregiati si possono trovare ad un prezzo più basso. Sotto i trecento euro però c’è da dubitare di essere in territorio “fake”.

    La raccomandazione: non illuderti di trovare una Gucci autentica per 30 euro… e neanche per 100!

    2. Dove comprare in piena sicurezza una borsa di seconda mano di Gucci originale?

    Abbiamo visto quali venditori online evitare come la peste. Vediamo ora invece quali caratteristiche positive ricercare per tutelarci meglio. Con qualche esempio specifico di piattaforme note a livello internazionale.

    Il servizio di autenticazione

    Ormai lo offrono tutti i venditori. Ma non tutti nello stesso modo. Ci sono marketplace che mandano avanti la compravendita prima di avere fatto un controllo diretto sull’oggetto, solo sulla base di fotografie inviate dagli utenti.

    Due esempi di questa modalità operativa, il cosiddetto “social shopping”, sono Poshmark  e Vestiaire Collective. Canadese il primo, francese il secondo, con milioni di iscritti alle rispettive piattaforme. Consentono ai loro utenti di vendere in proprio, anche con app via cellulare, con la modalità del “consignement”, ovvero il conto vendita.

    La piattaforma online fa da mediatore, trattenendo una provvigione sul prezzo di vendita. Tutti i negozi online che trattano l’usato di lusso ormai offrono questa possibilità. In alternativa, possono acquistare direttamente gli oggetti dai singoli privati e rivenderli.

    Woman poses for photographers with Gucci bag
    © andersphoto – stock.adobe.com

    Quando la borsa è venduta prima di essere autenticata

    Poshmark e Vestiaire Collective procedono all’autenticazione solo quando l’oggetto arriva fisicamente nelle loro mani, e normalmente questo accade quando è già stato venduto.

    Cosa significa in pratica?

    Potenziali mali di testa per il compratore. Se hai acquistato una borsa da un venditore individuale su queste piattaforme e non sei soddisfatta della qualità, purtroppo il denaro è già passato di mano. Recuperarlo potrebbe essere macchinoso.

    Ci sono piattaforme più serie, che provvedono ad esaminare ed autenticare i singoli articoli prima di metterli in vendita. Due esempi sono la californiana Fashionphile e Collector Square, con sede a Parigi. Fashionphile sostiene che “l’autenticazione è una scienza” e in vent’anni si è creata una sua “università”, ovvero programmi di formazione speciali per i suoi esperti. Collector Square è stata fondata dall’amministratore di una nota casa d’aste parigina che si avvale di periti certificati dal tribunale.

    Queste aziende più rigorose non mettono online una borsa Gucci usata prima di averla fatta fisicamente controllare nella loro sede dai loro esperti. È chiaro che questo tutela molto meglio chi acquista perché un eventuale falso viene individuato prima di essere messo in vendita online.

    La raccomandazione: controlla che il venditore online dal quale vuoi acquistare abbia già effettuato l’autenticazione della borsa Gucci che ti interessa. Se aspetta che tu la venda prima di controllarla, meglio che tu vada a comprare da un’altra parte.

    Le garanzie di restituzione/rimborso

    Tutti gli operatori sostengono che il loro sistema di autenticazione sia valido. Ma solo quelli che sono sicuri del fatto loro, ci mettono anche la garanzia finanziaria. Fashionphile per esempio offre una garanzia di rimborso al 100%, oltre a un periodo di recesso di ben 30 giorni,

    Il recesso è il diritto dell’acquirente di rendere il prodotto ed ottenere un rimborso totale senza dover dimostrare nulla, in caso di insoddisfazione. Ovviamente deve rendere l’oggetto nelle stesse condizioni in cui lo ha ricevuto e con tutti gli imballaggi originali. Collector Square offre un recesso di 14 giorni, mentre Poshmark di soli 3 giorni.

    Vestiaire Collective opera un discriminazione sul prodotto acquistato da un venditore “individuale” invece che da un “professionista”: nel primo caso ti permette di rimettere in vendita la borsa sul marketplace, ma non te la rimborsa.

    La raccomandazione: scegli un marketplace online che fra le condizioni di vendita ti dia almeno il diritto di recesso standard, 14 giorni con rimborso totale. Questo periodo potrebbe servirti, se hai dei dubbi, per richiedere un’autenticazione di un altro certificatore.

    L’opzione di riacquisto

    Un venditore che crede nella qualità della borsa Gucci che ti sta offrendo è disposto a riacquistarla. Fra i grandi marketplace internazionali, quello che ha inventato il programma più completo per il “buyback” è Rebag con il programma “Infinity”.

    Ti stanchi della nuova-vecchia Gucci dopo 3 mesi? Se l’hai comprata da Rebag, gliela puoi rivendere e recuperare l’80% del prezzo che hai pagato. Se la tieni 3-6 mesi, puoi rivenderla al 75%. Fra i 6 e i 12 mesi, la rivendi al 70%. Più in là di questo termine, puoi ancora venderla, ma ricevi crediti Rebag e non più contanti. In compenso avrai in regalo un bonus del 20%. Il tutto da utilizzare per acquistare un’altro usato di Rebag.

    L’idea è cambiare la mentalità: non è più necessario possedere un oggetto per sempre. Molto più divertente è cambiare continuamente. Anche Fashionphile permette di rivendere una borsa acquistata da loro, entro 6 mesi, al 70% del prezzo originale.

    La raccomandazione: se ti piace l’idea di cambiare spesso e non vuoi lo stress di ricominciare ogni volta a gestirti una vendita in proprio, i servizi buyback possono essere una buona scelta.

    Tanti venditori, tanta confusione?

    La piazza è affollata. Molte novità sono emerse tumultuosamente in pochi anni e siamo appena all’inizio.

    Un altro market maker del risparmio e dell’usato, Thredup, ha pubblicato un’analisi di mercato nella quale sostiene che il il giro d’affari del second-hand arriverà a fatturare 64 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni. Gucci l’hanno scorso ne ha fatturati 8, per dare un’idea delle proporzioni.

    Quelli che abbiamo citati sono solo alcuni degli operatori sul vorticoso mercato del “resale”. Puoi trovarne a decine e decine, mentre nuovi si affacciano sulla scena ogni giorno.

    Un altro gigante americano? The RealReal, che vanta più di 100 autenticatori ma è anche al centro di molte polemiche.

    Una piattaforma europea? La tedesca Rebelle.

    La clinica delle borse londinese? Handbag Clinic , che può anche restaurare e valutare l’usato.

    E gli operatori italiani?

    Ma non ci sono anche siti italiani che trattano l’usato di lusso? Sì, certamente. Ce ne sono tanti, ma di dimensioni medio-piccole. Non significa automaticamente che siano di minore qualità, anzi.

    Molti altri resistono e si battono per un posto al sole. Una fatica che non va assolutamente sottovalutata.

    L’esperienza di chi maneggia borse pregiate da anni, spesso decenni, è preziosa. Secondo alcuni, non c’è tecnologia moderna che possa battere l’occhio allenato, il senso del tatto e dell’olfatto, e diciamola tutta, l’istinto, di questi operatori specializzati.

    Nel caso di Gucci soprattutto parliamo del portabandiera dell’artigianato italiano.

    Quali dettagli analizzano i veri esperti quando devono valutare una borsa?

    3. Ecco come identificare una borsa Gucci originale

    Vediamo in breve nove punti critici che possono aiutarti a scartare immediatamente i falsi più grossolani.

    Non ti illudere di diventare un’esperta con questi semplici consigli. Un’infarinatura di base ti sarà di aiuto e ti stimolerà a continuare la ricerca, se le borse di lusso sono la tua passione. Poni dunque attenzione a queste caratteristiche fondamentali da verificare in una Gucci:

    a) Pelle autentica e mai plastica o ecopelle. Non solo, la pelle di una vera Gucci non sarà ruvida nè rigida. La superficie può essere trattata in diversi modi, dipende dal modello. Ma la sensazione di morbidezza è inconfondibile e rivela un materiale lavorato con cura. Anche manici e tracolle non saranno mai in plastica o ecopelle e non saranno mai avvolti in protezioni di carta o cellophane.

    b) Tessuto della fodera in tinta unita. Più raramente può presentare un modello fantasia, però mai il logo Gucci stampato in serie come sull’esterno delle borse in tela. La fodera non è mai spiegazzata, sovrabbondante, storta, cucita goffamente. Aderisce perfettamente alla struttura esterna, le cuciture sono pulite, senza fili che pendono o contrasti di colore sgargianti.

    c) Finiture metalliche solide. Che siano in colore dorato o metallico neutro, le finiture sono fatte con metallo di ottima qualità. Una tracolla a catena è pesante, a differenza di quella di un falso che sembra fatta di latta. Gli anelli sono completamente saldati, senza fessure. Non ci sono verniciature dorate da quattro soldi che si squamino. Il marchio “Gucci” in vari formati è inciso profondamente su diverse finiture metalliche: ganci, borchie, chiusura lampo.

    Gucci Bag Women Original 6

    d) Cuciture bene allineate e discrete. Il colore è sempre in tono con le parti in pelle o tessuto, non fa mai a pugni con contrasti cromatici pacchiani. Per le borse in tela che portato il logo delle due G collegate da un motivo a rombi, l’allineamento lungo i lati cuciti è perfetto.

    e) Il logo della doppia G ha un contorno quasi circolare. Non è ovale, nè allungato nè schiacciato. Non ricorda il numero 6. L’armonia delle proporzioni lo caratterizza sia nella versione più antica, con le due G invertite e contrapposte (ancora usata, nel ricamo in rilievo sulle borse Soho), sia in quella moderna dove le lettere sono affiancate.

    Handbags in a Gucci store in old block of venice center
    © Goodpics – stock.adobe.com

    f) Il numero di serie sulla targhetta di pelle interna. Non è mai stampato, ma impresso a fuoco sul lato interno, nitido e ben leggibile. Sull’altro figura un simbolo ®, il trademark. Indica che la scritta GUCCI, sottostante, è un marchio registrato e protetto. La riga sottostante recita “made in italy”, tutta in minuscolo. Negli anni il formato di questa composizione grafica è cambiato più volte, come il formato del codice numerico sul lato interno: sulle borse vintage potrai trovare il vecchio logo del “lift boy”, o i numeri su una linea sola. Una cosa non è cambiata: nel codice non ci sono mai lettere, solo numeri.

    Gucci Bag Women Original 2

    g) Cosa indica esattamente il codice: il modello della borsa, sulla prima riga, e il fornitore, ovvero l’artigiano che l’ha creata, sulla seconda riga. Questo significa che purtroppo il codice non e’ unico, ma caratterizza tutte le borse di quel modello prodotte dalla stessa azienda artigiana. Puoi telefonare ad una boutique Gucci e chiedere informazioni sul codice di una specifica borsa. Se il modello non corrisponde all’oggetto che tieni in mano, si tratta di un falso. Purtroppo, anche i falsari meglio organizzati ormai dispongono di queste informazioni e possono produrre borse contraffatte ma col codice giusto.

    Gucci Bag Women Original 3

    h) Imballaggi e documentazione. Una borsa Gucci originale è consegnata in una scatola con il logo e corredata da una sacca antipolvere, anche questa con il logo, da un cartoncino grigio e bianco con la dicitura “controllato” e i numeri 1234567890, più il librino con le istruzioni “Cura del prodotto”. Purtroppo tutti questi elementi oggi vengono copiati molto bene dai contraffatori più sofisticati.

    La raccomandazione: se ne hai la possibilità, cerca di vedere quante più borse Gucci autentiche. Non farà di te un’esperta autenticatrice ma ti aiuterà a farti un po’ l’occhio e riconoscere almeno i falsi più grossolani.

    4. Esistono dei servizi affidabili a cui rivolgersi per avere la certezza che una borsa sia autentica?

    Qui di seguito troverai un elenco dei più noti servizi di autenticazione online dei quali puoi servirti. La procedura è simile per tutti, perché si basano sulle fotografie inviate da te. Poi dipende tutto dall’abilità e dall’esperienza dei loro tecnici nell’interpretarle.

    I costi partono da una base intorno ai 30 dollari più vari optionals. Si possono ottenere certificati, “authenticity cards”, dichiarazioni scritte ed altri servizi accessori.

    Quanto valgono queste autenticazioni?

    La cosa veramente importante è se una di queste garanzie sarà poi accettata da entrambe le parti in una transazione. Ancora più complicato può essere il caso di un futuro acquirente che si rivolga ad un servizio concorrente ed ottenga un responso in contrasto col primo.

    Siamo sul ghiaccio sottile, come accade anche nei contenziosi su copyright e plagi. Il problema è sempre l’onere della prova. Se due parti non si trovano d’accordo, resta solo la strada costosa ed eterna (in Italia certamente) del tribunale. Le borse Gucci hanno sì un prezzo alto, ma per qualche centinaio di euro a nessuno conviene intentare una causa per danni.

    Nel caso sfortunato che tu subisca una truffa, puoi certo sporgere denuncia penale. Non ti aiuterà a recuperare i tuoi soldi, ma ti tutelerai su un altro fronte. E ti aiuterà l’aver investito in un certificato di autenticazione perché prova la tua buona fede.

    La contraffazione è un reato. Anche il compratore rischia: una multa per un’infrazione amministrativa, ma in teoria anche una denuncia penale per incauto acquisto o addirittura ricettazione. Se il disgraziato acquirente ha comprato un oggetto contraffatto per fare un regalo, può finire in guai seri.

    La raccomandazione: le nuove autenticazioni online non sono il Santo Graal, ma sono comunque una testimonianza di una terza parte. Se devi spendere per una Gucci costosa, investi qualche decina di dollari/euro in più e tutelati almeno così.

    L’intelligenza artificiale potrebbe aiutare

    Un caso particolare è quello di Entrupy, un nuovo servizio di autenticazione che sfrutta l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico (machine learning). Leggi l’approfondimento qui sotto.

    Entrupy Autenticare
    © entrupy.com

     

    Una banca dati di milioni di microfotografie che cresce ogni giorno: è il patrimonio di Entrupy, l'autenticatore ipertecnologico. L'azienda, con sedi a New York e Tokio, non ha costruito la sua banca dati con foto inviate dai clienti, come gli altri servizi di certificazione a distanza.

     

    Ha investito invece nell'acquistare direttamente gli oggetti campione e possiede una collezione di più di 100.000 oggetti di lusso, sia veri sia contraffatti. Per anni Entrupy ha raccolto e catalogato immagini di borse, scarpe, orologi da polso e gioielli.

     

    L'intelligenza artificiale del sistema è in grado di confrontare i dati immagazzinati con quelli inviati  dai clienti. Si tratta di fotografie macro scattate con un iPod e microfotografie riprese con un apparecchio brevettato da Entrupy, il tutto pilotato da una app che guida l'operatore con istruzioni passo per passo.

     

    La sessione di riprese dura in media dai 3 ai 5 minuti. I risultati invece sono sono elaborati in un lasso di tempo che va dai 6 ai 60 minuti, quanto necessario a effettuare il confronto fra i dati rilevati e quelli dell'archivio digitale del sistema.

     

    L'apparecchiatura è affittata alle aziende che si abbonano al servizio di certificazione di Entrupy. L'intelligenza artificiale consente al sistema di apprendere continuamente (machine learning), migliorando la sua precisione grazie ai dati che raccoglie dall'utenza.

     

    Entrupy sostiene di avere un'accuratezza del 99,1% nel determinare l'autenticità di una borsa griffata, grazie alla mole di dati che copre più di ottant'anni di creazioni di marca. Oggi sono 15 i brand coperti dal sistema, che ha scelto di concentrarsi sulle borse.

     

    Se l'esito dell'esame è positivo, l'azienda rilascia un certificato di autenticità. I dati digitali sono conservati sul server di Entrupy che non puó essere manomesso. Ma la differenza più importante è la garanzia finanziaria: un anno di copertura. L'impegno è quello di rimborsare il danno nel caso emerga a posteriori che la valutazione di autenticità era un errore.

     

    La garanzia copre i clienti di Entrupy che per ora sono solo aziende, non singoli privati. In Italia sono tre i rivenditori che usano questo sistema hi-tech per autenticare borse usate di lusso, due a Roma ed uno a Milano. La lista completa dei rivenditori nel mondo è consultabile sul sito di Entrupy.

    Con il mondo dei falsari che incalza e il mercato bollente, un aiuto dalla tecnologia certamente serve. Gli operatori del settore del lusso stanno combattendo una battaglia culturale sostenendo che nessuno può sostituire la loro esperienza e competenza. Ma sono assediati.

    Il problema è che anche i disonesti possono acquisire esperienza e competenze. E lo stanno facendo alla grande.

    La raccomandazione: stai aggiornata sulle novità tecnologiche, ma non dimenticare mai il fattore umano.

    5. Se compri da un privato, presta molta attenzione ai seguenti dettagli

    Woman with light blue velvet Gucci bag with golden chain
    © andersphoto – stock.adobe.com

    Che fine ha fatto Ebay?

    La compravendita fra privati è sempre quella che può farti concludere il migliore affare o prendere la più terribile bastonata. Che si tratti di comprar casa, un auto, o una borsa Gucci.

    Il successo e poi il declino del mitico eBay dipendono proprio da questo. Ti sei chiesta perché non sta nell’elenco dei siti affidabili?

    Ebay ne ha combinate troppe. Tutt’ora ha in offerta beni di lusso, comprese alcune migliaia di borse Gucci. Ma si è fatto una pessima fama perché i suoi utenti ne combinano di tutti i colori. I sistemi di controllo e tutela non sono abbastanza efficienti per tenerli in riga.

    Proprio per questo la compravendita del bene principe, le borse griffate, è migrata su altre piattaforme. Ebay sta cercando già da due o tre anni di lanciare a sua volta un sistema di autenticazione interno, ma non sta andando troppo bene. Ci aveva provato anche Amazon, ma il tentativo è naufragato presto.

    Come tutelarsi in una compravendita fra privati

    Ecco alcuni accorgimenti che possono aiutarti:

    • Proponi al venditore di usare uno dei sistemi di certificazione online che abbiamo visto. Non sono infallibili, ma se il tuo interlocutore ha la coscenza sporca, probabilmente rifiuterà.
    • Se siete nella stessa città, chiedi assolutamente un incontro diretto. Non ti fare scrupoli di chiedere al venditore di esibire un documento di identità e firmare una dichiarazione in cui attesti che il prodotto è suo, allegando una o più foto.
    • Hai una boutique di fiducia che possa assisterti nella transazione? Anche pagando il servizio? Non sperare che lo faccia un negozio monomarca di Gucci. Ma se sei buona cliente di un negozio con personale esperto, chiedi una consulenza. Una borsa vista di persona, toccata, rigirata, annusata… è comunque più facile da valutare che non una fotografia spedita via Internet.
    • Chiedi lo scontrino. Sperando che non sia stato buttato via o smarrito.
    • Se la persona non ti ispira fiducia, ascolta il tuo istinto! Spesso sappiamo più di quel che non crediamo. Vai a prenderti un caffè con la venditrice/venditore e cerca di capire che persona è. Non è un metodo “scientifico” nè garantito, ma alla fine la compravendita si svolge fra esseri umani.
    • Fatti assistere da una persona amica, che può anche servire da testimone. E quattro occhi sono sempre meglio che due.
    • Il venditore vive lontano da te? Vedi se puoi concordare di vedere comunque la borsa. Se non trovate una garazia che dia fiducia ad entrambi, prova a contattare uno dei marketplace europei che abbiamo citato prima. Meglio far spedire a loro la borsa in modo che sia analizzata direttamente, pagare la spedizione e l’autenticazione, che non rischiare di rimetterci centinaia di euro.

    6. Dove acquistare una Gucci “brand new”?

    People in front of a Gucci bags and sneakers showcase
    © agcreativelab – stock.adobe.com

    I negozi monobrand Gucci

    Se ti puoi permettere il nuovo, è sempre la scelta più sicura. Le garanzie che può darti un negozio Gucci restano le più forti. Il rapporto diretto con il cliente è qualcosa che una Maison di alto livello comunque ci tiene a curare.

    Il sito ufficiale Gucci

    Purtroppo i negozi Gucci sono pochi. Se non ne hai uno a distanza ragionevole da dove vivi, puoi prendere in considerazione di comprare direttamente dal sito ufficiale Gucci. Con il vantaggio del rapporto diretto con la Maison. Ci sono anche negozi online autorizzati che vendono Gucci nuovo, ma non troverai un tale vantaggio sui prezzi che ne valga la pena.

    Negozi e boutiques concessionari

    Diverso è il discorso di un negozio tradizionale, nella tua città. Torniamo sul discorso del rapporto di fiducia, dell’esperienza di chi lavora per anni in una boutique di buon livello. La vita non è tutta su Internet. Se hai la possibilità di appoggiarti a persone competenti in carne ed ossa, approfittane!

    Gli outlet

    Sono pochi e non sono la caverna di Ali Babà che potresti sperare. Tipicamente raccolgono prodotti deboli. Come quelli di una o due stagioni indietro, o magari tre. Oggetti invenduti perché non sono piaciuti.

    Tuttavia si può sempre trovarci qualche buon affare. Per scoprire dove sono, consulta l’elenco dei punti vendita sul sito ufficiale Gucci.

    Conclusione

    “Volevamo il glamour, lo status – e sì, anche le occhiate invidiose – che accompagnano l’indossare prodotti griffati costosi e stravaganti”, dice un sito completamente illegale che produce superfakes.

    “Il nostro motto è: il lusso e la qualità non devono essere costosi”.

    Sbagliato.

    Peggio: pericoloso.

    Questa mentalità ormai gira tanto sui social network. Purtroppo, contagia molte persone giovani.

    Il punto intorno al quale ruota tutto è quella doppia G: il marchio Gucci.

    Il marchio Gucci non è solo un segno grafico. è un blocco di 99 anni di storia, il lavoro di generazioni, investimenti miliardari.

    Quel glamour e quello status sociale che i falsari si prendono con la forza è il vero oggetto del desiderio. Non solo la borsa ben fatta con materiali di ottima qualità, ma tutto cio’ che rappresenta.

    Meglio una borsa Gucci usata, magari un po’ rovinata, ma autentica, e costosa? O il falso praticamente perfetto che questi pirati dell’era moderna fanno pagare l’ottanta per cento in meno?

    La Maison Gucci cinque anni fa ha cambiato amministratore delegato e direttore creativo. Ha scelto bene, ha conquistato il pubblico giovane e realizzato una crescita spettacolare.

    Ora dovrà per forza capire come comportarsi nei confronti delle sue borse “pre-loved”, come sono state ribattezzate da questo nuovo trend. Amate prima ed amate sempre più ora. Novantanove anni di bellissime borse, decine, centinaia di migliaia di borse Gucci autentiche che continuano a passare di mano in mano muovendo miliardi.

    Come combatter i superfakes con le pre-loved. L’avventura di Gucci prossima ventura.