Sbiancare i denti con il dentifricio al carbone attivo: tutto quel che devi sapere

Scopri cosa si nasconde dietro la moda del carbone nero vegetale. Funziona davvero? È veramente un prodotto naturale e sicuro per i tuoi denti?

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    Hai mai utilizzato un dentifricio al carbone attivo? Lo sbiancamento dei denti che si avvale di questo tipo di prodotto è diventato negli ultimi anni una moda che ha contagiato tutto il mondo dello skin care, promettendo veri e propri miracoli. Nello stesso tempo, questa popolarità ha innescato un’inarrestabile ondata di polemiche, che però non ha sminuito il ruolo da superstar dei dentifrici a base di carbone attivo in ambito cosmetico.

    Sebbene questo metodo di sbiancamento abbia raggiunto una fama incontrastata, non sono ancora stati pubblicati ad oggi studi scientifici che ufficialmente dimostrino l’efficacia dei dentifrici al carbone relativamente allo sbiancamento del colore, all’igiene orale e agli effetti di controllo dell’alitosi dichiarati in tutti i prodotti, a prescindere dalla marca.

    E allora, questi dentifrici funzionano davvero o sono solo una scaltra operazione di marketing che non tiene conto della sicurezza dentale? A prescindere dalla qualità, tutti i dentifrici al carbone attivo decantano denti bianchissimi senza bisogno di interventi aggressivi. Ma quanto c’è di vero?

    La nostra redazione ha deciso di scoprirlo per te, ed in quest’articolo andremo ad indagare nel mondo che fluttua intorno ai dentifrici al carbone attivo.

    La storia e le origini: che cosa è esattamente il carbone attivo e come si usa

    Se hai deciso di approfondire il campo dello sbiancamento dentale, ti sarai probabilmente già imbattuto nelle infinite liste online che indicano i metodi per avere denti bianchissimi, trovando nell’elenco sicuramente anche il dentifricio al carbone attivo.

    Il carbone attivo viene catalogato come prodotto “naturale” ed il suo utilizzo ha una storia antichissima, che viaggia a ritroso nel tempo ed arriva fino ad Ippocrate (460 a.C.-377 a.C.), che consigliava ai Greci suoi conterranei di usare il carbone per l’igiene orale.

    Un report della BBC aggiunge che il carbone veniva usato nella Grecia Antica come smacchiatore dentale ed anche contro l’alito cattivo. In seguito, sulle orme dei greci le donne romane cominciarono a preparare “dentifrici” piuttosto abrasivi, che impiegavano il carbone tritato assieme ad ossi e conchiglie.

    Questi dentifrici oggi contengono il principio attivo del carbone, ma non solo. In pratica, si tratta di una sostanza simile a quella che viene ancora usata come antidoto per gli avvelenamenti o gli stati di overdose, come conferma il Medical News Today.

    In cosa consiste il carbone attivo

    Questa sostanza nasce dalla combustione di materiale di origine vegetale come il legno o la noce di cocco, e si ottiene scaldando il carbone ottenuto dalla combustione con gas, che creano al suo interno dei pori, tipici del carbone attivo.

    La porosità è la caratteristica chiave del carbone attivo, ed esso è comunemente presente anche nei filtri per l’acqua, essendo essenzialmente una forma di carbone trattato per rendere porosa la superficie delle sue particelle.  Ogni singola fessura si comporta come un magnete per altre particelle come lo sporco, che vengono assorbite permettendo a tutte le sostanze indesiderate di essere spazzate via, quando il carbone viene lavato via.

    “I dentifrici al carbone attivo sono una rinascita delle antiche tecniche di medicina. In pratica, il carbone si lega a tutto ciò che incontra sulla sua strada – le macchie, il tartaro, i batteri, i virus e forse anche le tonsille”, spiega il dentista cosmetico Peter Auster.

    Le proprietà del carbone attivo secondo gli studiosi del passato

    Le proprietà assorbenti del carbone furono descritte nei testi del 1700, ma le prime applicazioni pratiche si fanno risalire ai primi anni del 1800. All’epoca, rinomati studiosi del calibro di Bertrand, Tovery, Hort e Garrod mostrarono l’efficacia del carbone per prevenire gli effetti clinici dell’avvelenamento umano ed animale. Nel 1831, Tovery ingerì di fronte all’ Accademia Francese di medicina addirittura una dose di stricnina assieme ad una di carbone, dimostrando l’efficace neutralizzazione del veleno da parte del carbone.

    Nei successivi 150 anni, il carbone fu ulteriormente raffinato, purificato e soprattutto attivato per migliorare le sue caratteristiche, ma fu solo nella metà del ventesimo secolo che il carbone attivo cominciò ad essere prodotto su scala industriale.

    In breve, le proprietà del carbone attivo possono essere riassunte nella sua caratteristica principale corrispondente ad un alto grado di porosità, elemento che gli conferisce la grande qualità di essere un perfetto assorbente, filtrante, purificante, deodorizzante e decolorante.

    Le ricerche: i pareri degli studiosi sull’efficacia del dentifricio al carbone attivo

    Le ricerche che hanno come soggetto il carbone attivo nella cosmetica dentale, non prendono decisamente una direzione unanime. L’analisi degli studi porta ad un divario che alterna eminenti sostenitori di questa sostanza ad esperti che ne disconoscono l’efficacia.

    Una ricerca commissionata nel 2018 dal Dipartimento della Salute dello Stato di New York finì per mettere al bando ogni tipo di cibo contenente carbone attivo, proibendolo come additivo e colorante alimentare, secondo le disposizioni del FDA (Food and Drug Administration).

    La parte interessante della storia viene ora, in quanto lo stesso Dipartimento non proibì l’utilizzo del carbone attivo per fini cosmetici, includendo anche i dentifrici a base di carbone, e dichiarando a seguito di test la non aggressività di questi prodotti.

    Studi che andarono completamente in senso opposto furono quelli relativi alle ricerche congiunte svolte dall’Università di Manchester e quella del King’s College di Londra. Ogni punto a favore dell’utilizzo del carbone attivo in campo cosmetico fu completamente demolito, con la conclusione finale che questo tipo di dentifrici non solo non sbiancava denti ma rischiava di provocare anche la carie.

    Secondo le ricerche del King’s College, il carbone non solo assorbirebbe il fluoruro necessario per prevenire la carie, ma non renderebbe neanche i denti più bianchi, eliminando solo le macchie, ma senza alcuna differenza sostanziale rispetto ad un dentifricio tradizionale.

    Quanto i social media hanno influito sulla popolarità del dentifricio al carbone attivo, secondo gli studiosi

    Il Prof. Joseph Greenwall-Cohen dell’Università di Manchester (Dental School e British Dental Bleaching Society), ha rincarato la dose affermando in un articolo sul British Dental Journal  che “i prodotti a base di carbone attivo hanno ottenuto popolarità solo grazie alle testimonianze delle celebrities”.

    Queste ultime, farebbero uso di questo tipo di dentifricio senza avere alcuna prova della sua efficacia e solo per diffondere una moda del momento. Alla stregua del pensiero del King’s college, anche il Prof. Greenwall-Cohen è del parere che il carbone attivo abbia proprietà abrasive che potrebbero nuocere allo smalto dei denti e provocare la carie.

    Secondo il Professore “le prove che evidenziano eventuali benefici del dentifricio al carbone rispetto ai normali dentifrici, sono enormemente carenti”.

    Nonostante ciò, il dentifricio a carboni attivi continua ad essere considerato un prodotto di bellezza che schiera le star su un fronte opposto rispetto a quello dei dentisti. E così, mentre una star internazionale come Gwyneth Paltrow continua a proporre il carbone attivo come eccezionale metodo sbiancante naturale, dall’altro lato ricercatori del calibro di John Brooks, della Scuola di Odontoiatria dell’Università del Maryland, fanno opposizione.

    L’aspetto più preoccupante della commercializzazione di paste e polveri di carbone, è probabilmente la forte enfasi sui benefici, che attirano i consumatori senza tuttavia fornire delle prove reali. Il dato più rilevante, è che questo approccio privo di basi scientifiche sembra essere comunque preferito dalla gente comune, rispetto alla divulgazione di dati basati su prove documentate.

    Come funziona il dentifricio al carbone attivo: uno sguardo ravvicinato

    Come funziona il dentifricio al carbone attivo

    Come abbiamo già accennato, nonostante il parere non entusiasta di diversi esperti il business del dentifricio a carboni attivi continua a crescere e a riscontrare consensi positivi tra milioni di followers, sparsi in ogni parte del mondo. In questo paragrafo vogliamo analizzare più da vicino il vero segreto del suo successo, esaminandone i diversi aspetti.

    Innanzitutto, molte marche in commercio etichettano il proprio dentifricio al carbone attivo come prodotto naturale oppure eco-friendly, parole che seducono il compratore e lo catapultano direttamente in un immaginario che l’acquisto colloca di diritto nell’olimpo degli amici della natura.

    Quali opinioni emergono sull’uso un dentifricio al carbone attivo

    Analizzando le componenti salienti di un dentifricio al carbone attivo, quel che si evince ad occhio nudo è che:

    • Rispetto ad un dentifricio tradizionale, la schiuma durante il lavaggio è minore
    • è un prodotto che richiede una maggiore attenzione nell’utilizzo
    • non è esteticamente gradevole
    • costa più di un dentifricio tradizionale

    Premesso questo, le recensioni degli utenti reperibili online evidenziano quasi esclusivamente che, in un paio di settimane di utilizzo costante, il sorriso appare davvero migliorato e più luminoso.

    Kendall Jenner ha persino lanciato un po’ di tempo fa su Instagram dei prodotti dentali a base di ingredienti vegani, tra cui il carbone sbiancante e vari prodotti al carbone attivo. I suoi fan sostengono che questi prodotti sbiancano davvero i denti, e così oggi la linea si è tinta ancor più di nero, finendo per integrare anche le maschere.

    Il dentifricio al carbone attivo è sicuro?

    Come già accennato, più di un esperto si dichiara esitante circa l’abrasività del carbone, che potrebbe danneggiare lo smalto a lungo andare. Altri sostengono invece che il carbone non sia particolarmente dannoso per i denti, nella semplice convinzione che esso non abbia il potere di danneggiare il tuo sorriso a lungo termine. Secondo questi studiosi, l’ingrediente attivo non resterebbe in contatto con la superficie del dente per un tempo sufficiente ad ottenere un significativo effetto sbiancante.

    Il dentista cosmetico Gregg Lituchy mette in guardia e consiglia cautela nell’utilizzo dei dentifrici al carbone attivo, suggerendo di pulire i denti in modo delicato per evitare di logorare lo smalto superficiale, che alla lunga potrebbe rendere i denti più inclini a macchiarsi.

    Lituchy mette in evidenza anche un altro aspetto dei dentifrici dentali, ossia quello che molti prodotti in commercio sono formulati senza fluoro, ritenuto da moltissimi dentisti come essenziale per prevenire la carie. Al massimo – afferma Lituchy – si potrebbe ipotizzare di usare il carbone attivo come integrazione al dentifricio normale per ottenere denti più bianchi, ma ritenere di poterlo adottare come dentifricio base è impensabile.

    Secondo diversi esperti, un dentifricio al carbone attivo non può essere paragonato ad altre tecniche di pulizia dentale. Tra i metodi più popolari ed efficaci figurano senz’altro i kit di sbiancamento dentale.  La nostra redazione ha analizzato per te i migliori kit per lo sbiancamento dei denti qui, per aiutarti a comprendere meglio quanto diverse siano tra loro le metodologie utilizzate.

    Il carbone attivo fa diventare i denti più bianchi?

    Siamo arrivati al cuore di quest’articolo con la domanda che sicuramente ti stai ponendo fin dalle prime righe di questa lettura. Un dentifricio al carbone attivo sbianca i denti? Partiamo dicendo che c’è una differenza fondamentale tra rimuovere le macchie superficiali e sbiancamento.

    Le macchie superficiali provengono dai soliti indiziati: caffè, vino rosso, tabacco e cibi e bevande di colore scuro. Esse sono superficiali sullo smalto e possono generalmente essere rimosse con dentifrici o trattamenti superficiali di sbiancamento.

    Le macchie più profonde e intrinseche sono invece colorazioni scure che possono provenire dall’interno del dente, a volte a seguito di traumi o smalto debole, o scaturire da alcuni tipi di farmaci. In questo caso, per quanto tu possa dedicarti allo sbiancamento della superficie, non sarà possibile migliorare in quanto solo un efficace e professionale trattamento sbiancante potrà funzionare.

    In breve, il dr. Lituchy continua affermando che “raccomando un dentifricio a carbone attivo solo per rimuovere macchie di superficie ma non per sbiancare i denti”. Secondo lui, nessun dentifricio può essere valido per sbiancare i denti, ma un prodotto a base di carbone potrà rimuovere macchie indesiderate con efficacia.

    Per concludere, Gregg Lituchy afferma che “puoi usare il dentifricio a carbone attivo se desideri vedere la tua bocca trasformarsi in una straordinaria tonalità di nero, ma non aspettarti che curi magicamente i tuoi problemi dentali, in assenza di un’accurata igiene orale”.

    Storia di un’affermata beauty editor che ha provato il dentifricio al carbone attivo

    Il prestigioso magazine Elle, ha pubblicato qualche tempo fa la storia della famosa beauty editor  Lindsay Kellner, che un giorno decise di testare il dentifricio al carbone attivo per rispondere una volta per tutte alla domanda: funziona? Il test prevedeva l’utilizzo di un dentifricio sbiancante al carbone per due settimane, con il diario dell’evoluzione del colore durante il trattamento.  

    A prescindere dalla marca, in quanto ogni prodotto decantava lo stesso risultato per una dentatura abbagliante, la Kellner iniziò la prova con spirito di malcelata diffidenza, sperimentando un dentifricio qualunque tra i tanti in vendita negli Usa.

    La giornalista si era ben documentata prima di iniziare l’esperimento, e diverse ricerche l’avevano messa in apprensione sul fatto che era stato dimostrato che l’assunzione di carbone vegetale interferiva con l’assorbimento di molti farmaci.

    Superata ogni remora, la giornalista aveva preso il coraggio a due mani e, nonostante il colore scoraggiante del dentifricio, aveva iniziato la prova per controllare l’efficacia di un prodotto così controverso. La prima sensazione si rivelò quella legata all’impatto del colore: un grigio molto scuro e minaccioso, almeno per gli abiti che la Kellner rischiava con apprensione di macchiare.

    Questo stato d’animo venne mitigato dalla successiva constatazione, legata alla scoperta che la sensazione in bocca non era diversa da quella del dentifricio tradizionale: molto simile, ma leggermente più asciutta perché cambiava la quantità di schiuma.

    Le sensazioni dopo due settimane di trattamento

    “Dopo una bella spazzolata – lingua compresa – la prima sensazione secondo la Kellner era quella di una bocca molto rinfrescata, che non corrispondeva a quella di gengive e denti davvero super puliti. Probabilmente, era solo un’impressione dovuta all’assenza di schiuma, ma che poteva far storcere il naso: la giornalista dichiara di averla provata – con discreto fastidio – per tutto l’esperimento delle due settimane” – come riporta il magazine.

    L’articolo si chiude con la dichiarazione inaspettata da parte della Kellner, secondo la quale il dentifricio sbiancante al carbone funziona davvero. I 14 giorni di utilizzo mattina e sera sembra le abbiano assicurato un sorriso molto più bianco e lucido – senza aggressioni allo smalto. Un’esperienza davvero positiva riportata su un grande magazine di prestigio e dunque presumibilmente attendibile.

    Le ricette fai da te per preparare in casa un dentifricio al carbone attivo sono un’alternativa ai prodotti da banco?

    Le ricette fai da te per preparare in casa un dentifricio al carbone attivo

    Una rapida ricerca sul web ti farà immediatamente comprendere la popolarità delle ricette fai da te per ottenere un naturalissimo dentifricio ai carboni attivi. Una delle motivazioni di questa tendenza è la ricerca da parte degli utenti di prodotti sempre più naturali, con una presenza chimica quasi nulla.

    Una delle ricette più naturali e diffuse sul web ha come ingredienti:

    • ½ tazza di bicarbonato di sodio privo di alluminio
    • 1 cucchiaino di sale rosa dell’Himalaya
    • 3 cucchiaini di carbone attivo
    • 3 cucchiaini di olio di cocco
    • 10–12 gocce di olio essenziale di menta piperita

    Gli ingredienti vengono mescolati in un contenitore di vetro e conservati con un coperchio. Per l’applicazione, dovrai utilizzare uno spazzolino bagnato, immergendolo in questa polvere di dentifricio, spazzolando delicatamente sui denti e ricordandoti di sorridere al termine.

    Questa ricetta è solo un esempio per fare in casa un dentifricio al carbone attivo. Ma funziona? Sembrerebbe di sì, facendo grande attenzione affinché la miscela preparata in casa venga strofinata delicatamente sui denti per non corrodere lo smalto.

    Si tratta di ricette veramente naturali, realizzate in casa per evitare di acquistare in commercio dentifrici al carbone attivo che si definiscono naturali, ma che invece contengono sostanze e additivi che riducono l’IQ dentale.

    Perché è meglio evitare gli additivi chimici quando usi un dentifricio al carbone e non solo

    Potresti chiederti non a torto, perché dovrebbe essere davvero rilevante la presenza o meno di additivi chimici nel dentifricio al carbone attivo, visto che lo utilizzi solo per qualche minuto al giorno e sempre senza ingoiarlo.  In realtà, anche per soli 4-5 minuti di lavaggio, la bocca potrebbe assorbire gli ingredienti tossici nel sangue e l’equilibrio dei batteri nel cavo orale potrebbe essere compromesso.

    Ampliando il discorso sui dentifrici naturali, alcuni comuni prodotti chimici contenuti nei dentifrici al carbone attivo sono il sodio laurel solfato (SLS), il triclosan, i parabeni, la dietanolamina o il biossido di titanio. Queste sostanze vengono immesse nel sistema idrico e questa azione, ripetuta da milioni di persone, può produrre un inquinamento che finisce per causare danni al nostro pianeta.

    Conclusione

    Come avrai compreso, quest’articolo ha messo in luce la discordanza di pareri rigurdanti i dentifrici al carbone attivo: followers e oppositori, in un’altalena di pro e contro che alla fine non lascia spazio ad alcuna certezza.

    Grazie al potere sempre più forte degli influencers, i metodi alternativi per la cura del corpo stanno diventando sempre più popolari, e la cosmetica dentale non fa eccezione. Il dentifricio al carbone attivo rappresenta soltanto una delle ultime scoperte nel mondo della dentistica e, nonostante le contraddizioni, questi prodotti vengono venduti come cosmesi naturale.

    Insomma, alla fine dei conti funziona o no?

    Il British Dental Journal ha messo assieme un campione di 50 dentifrici al carbone attivo di marche diverse, rilevando che più della metà dei marchi esaminati, presentava i propri prodotti come articoli dagli effetti terapeutici, mentre il 30% dava al proprio dentifricio la capacità di rafforzare lo smalto dentale, senza avere effettuato alcun test.  La confusione che ingenera questo tipo di informazioni è davvero fuorviante agli occhi dell’utente comune.

    Le ricerche dentali si vari livelli, hanno chiarito un aspetto fondamentale. Innanzitutto, non devi credere a tutto quel che viene trasmesso dai social media, e quindi meglio documentarti prima di essere influenzato dalle varie marche che spingono per vendere il proprio prodotto.

    La conclusione cui la nostra redazione è giunta coincide probabilmente con la tua. Il dentifricio al carbone attivo non fa miracoli, ma usato nel modo giusto aiuta sicuramente a mantenere il tuo sorriso pulito e libero dalle antiestetiche macchie che insorgono negli anni.

    Unico caso in cui il nero prelude al bianco, scoprire di avere la bocca completamente annerita dal nero intenso di questo particolare dentifricio, non ti farà sentire come una paurosa maschera di Halloween ma sarà preludio di un sorriso migliore, di cui la tua aura gioverà.